Be.St: la “cassetta degli attrezzi” che aiuta la scuola a superare gli stereotipi di genere

Be.St: la “cassetta degli attrezzi” che aiuta la scuola a superare gli stereotipi di genere

E se la scuola avesse a disposizione una ‘cassetta degli attrezzi’ per smontare gli stereotipi prima che diventino muri? È questa la scommessa di Be.St (Beyond Stereotypes). Dopo una lunga fase di sperimentazione, il progetto entra nel vivo del suo nuovo triennio, portando innovazione, strumenti digitali e una nuova consapevolezza partendo da due scuole primarie di Lombardia e Puglia, per insegnare a bambine e bambini che il loro potenziale non ha genere.

Il progetto Be.St (Beyond Stereotypes) affonda le sue radici in un percorso di ricerca iniziato nel 2017. Dopo anni di studi e sperimentazioni sul campo, l’iniziativa si presenta oggi come un modello consolidato che offre alle scuole strumenti pratici per affrontare il tema degli stereotipi di genere, agendo proprio lì dove i pregiudizi iniziano a formarsi: tra i banchi della scuola primaria.

L’attuale fase del progetto ha una durata di 36 mesi ed è sostenuta da una rete di partner che unisce il mondo del sociale a quello delle imprese. Selezionata da Impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, l’iniziativa conta sul supporto di Fondazione BNP Paribas, Fondazione Haiku Lugano e Bosifil Group. Grazie a questa collaborazione, il metodo Be.St verrà applicato in sei scuole distribuite tra la Lombardia e la Puglia, supportando la trasformazione di ogni istituto in un centro di innovazione educativa.

Ciò che rende Be.St differente è il suo approccio “sistemico”: l’idea è che per cambiare davvero le cose non basti un singolo intervento in aula, ma serva coinvolgere l’intero mondo che ruota attorno ai bambini e alle bambine. Il cuore del progetto non è una lezione frontale, ma la fornitura di una vera “cassetta degli attrezzi” digitale. Attraverso una piattaforma online dedicata, i docenti possono trovare percorsi di autoformazione e materiali pronti all’uso per rivedere autonomamente il linguaggio, la scelta dei libri di testo e persino l’organizzazione degli spazi comuni, come i cortili, dove spesso si riproducono involontariamente divisioni tra maschi e femmine.

Il lavoro si divide in due momenti chiave. Inizialmente, il metodo viene affinato in due scuole pilota per testare l’efficacia degli strumenti digitali. Successivamente, l’esperienza viene estesa ad altre quattro scuole per verificare come il modello possa funzionare in modo sempre più autonomo grazie al supporto della tecnologia. Contemporaneamente, il progetto coinvolge anche le famiglie e i quartieri, portando la riflessione fuori dalle aule attraverso laboratori di arte urbana e incontri sul territorio.

L’obiettivo per la fine del triennio è quello di lasciare un’eredità concreta. Al termine dei 36 mesi, le scuole avranno acquisito una metodologia che resterà nel loro patrimonio culturale e professionale. Insegnanti formati e una piattaforma ricca di strumenti sempre disponibili permetteranno agli istituti di proseguire il cammino con le proprie gambe. In prospettiva, Be.St punta a diventare un punto di riferimento nazionale, un modello capace di aiutare ogni bambino e bambina a crescere libero dai condizionamenti, aprendo la strada a un futuro di pari opportunità.

Per approfondire il modello best visita il sito: https://best.puntosud.org/ 

Il progetto, che utilizza il modello Be.St di PuntoSud, è un progetto selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, realizzato con il sostegno della Fondazione BNL e con il contributo della Fondazione Haiku.