Perché la tua prossima proposta UE non può permettersi di essere solo “sufficiente”

I fondi europei per la cooperazione internazionale sono sempre più difficili da ottenere. Con i budget sotto pressione e un numero crescente di organizzazioni ben preparate in competizione per gli stessi bandi, non basta più avere un buon progetto: bisogna saperlo tradurre esattamente nel linguaggio e nel formato che la Commissione Europea si aspetta. Nel nuovo articolo analizziamo cosa fa davvero la differenza tra una proposta finanziata e una respinta.
- La qualità non riguarda il valore dell’idea, ma la sua conformità a criteri, logframe e budget richiesti dal bando
- Esistono due vie per accedere ai fondi UE: i bandi competitivi e la negoziazione diretta, riservata a organizzazioni con un mandato o una competenza specifica riconosciuta
- Costruire visibilità presso le Delegazioni UE prima ancora di avere bisogno di un finanziamento è una strategia spesso sottovalutata
Simona Pogliani
Simona Pogliani è una programme manager con oltre 25 anni di esperienza nel settore non profit. Dopo aver lavorato a lungo su progetti umanitari e di sviluppo in contesti internazionali, si è specializzata nell’educazione multimediale, integrando le nuove tecnologie e approcci innovativi nella formazione.
In Fondazione PuntoSud, unisce la sua esperienza sul campo alle competenze digitali, concentrandosi sullo sviluppo delle capacità e sulla progettazione e gestione di progetti finanziati dall’Unione Europea.


